RIFLESSIONE BIOETICA SULL’IMMUNIZZAZIONE UNIVERSALE IN EUROPA

Attualmente non esiste una riflessione bioetica in senso stretto al modo in cui verrà eseguita l’immunizzazione universale in Europa. Una riflessione da Bioetica sulla strategia vaccinale universale si impone, soprattutto in termini di progettazione del vaccino nella sanità pubblica, informazione e richiesta di consenso informato, biosicurezza e selezione della popolazione target.

ASPETTI DI SALUTE PUBBLICA, MEDICINA EINDAGINE SUI PROGRAMMI DI IMMUNIZZAZIONE UNIVERSALE

La professione medica è stata classicamente differenziata come responsabile della cura dei singoli pazienti per il loro vantaggio personale e per la salute pubblica come responsabile della cura della popolazione a livello globale.

Tuttavia, il successo della sanità pubblica, nel caso di eradicazione di alcune malattie infettive, attraverso l’immunizzazione universale è mai come ora dipendente dallo sviluppo della ricerca clinica ed efficacia del personale medico coinvolto nella somministrazione di vaccini ala popolazione generale. 

I fattori che influenzano la salute pubblica hanno ogni giorno un carattere internazionale sia nelle cause che negli effetti. Dal momento che i programmi di sanità pubblica si intrecciano con quelli della pratica medica, una strategia di vaccinazione efficace richiederà un’azione di coordinamento livello nazionale e internazionale insieme a una stretta integrazione con l’attività di ricerca scientifica e col attività di studio medico sia nella progettazione di strategie di vaccinazione e loro attuazione

LIVELLI DI COPERTURA VACCINO DELLA POPOLAZIONE

In generale, l’Europa ha un’ampia copertura contro le varie malattie infettive per le quali esistono vaccini, senza che vengano identificati rischi effetti immediati per la popolazione derivanti dal rifiuto volontario di un individuo da vaccinare. È essenziale per raggiungere i livelli di copertura del 95% o superiore per raggiungere l’obiettivo di eradicare una malattia infettiva, che richiede una statistica delle registrazioni delle vaccinazioni affidabile e monitorabile nel tempo.

ASPETTI SPECIFICI DELL’IMMUNIZZAZIONEIN INFEZIONI EMERGENTI

In situazioni di rischio per la salute della popolazione, lo è rispetto obbligatorio della strategia di immunizzazione universale, poiché a vantaggio della popolazione nel suo insieme premia di più delle decisioni individuali. Le strategie della vaccinazione nelle infezioni emergenti deve coprire prima il personale sanitario e le persone di maggiore suscettibilità a contrarre la malattia basata sulle caratteristiche di età, sesso o genetica e a quelle persone a maggior rischio di sviluppare complicanze derivate dalla malattia (popolazione target).

È noto che ci sono fattori genetici che determinano differenze nella risposta ai vaccini, che si traduce in una diversa copertura vaccinale della popolazione. Attualmente, la progettazione delle strategie di vaccinazione è già proposta “Intelligente” contro le infezioni emergenti, integrando lo lo sforzo di esperti medici nella ricerca sui vaccini e in immunogenetica e farmacogenomica (immunologi medici, pediatri, farmacologi, epidemiologi ed esperti in medicina preventiva) per la selezione di entrambe le popolazioni target: persone che rispondono a alcuni vaccini o quelli che non lo faranno, al fine di ottimizzare la copertura vaccinale della popolazione. 

Studi recenti si occupano dell’analisi del possibile rapporto costo-efficacia di queste strategie 

Per quanto riguarda il dibattito sull’opportunità di mantenere una politica di immunizzazione universale, la risposta è chiaramente affermativa. Gli Stati devono mantenere una politica a favore della immunizzazione universale. Ma vengono sollevati i seguenti aspetti riguardanti una riflessione bioetica sull’immunizzazione universale:
Informazione. 
D’accordo con la nuova relazione medico-paziente, i pazienti hanno il diritto di rifiutare raccomandazioni e trattamenti medici basati sul diritto all’autonomia e alla libertà individuale. Un’adeguata informazione prima di qualsiasi intervento medico, nonché la garanzia del paziente di esprimere lil proprio disaccordo, un’opzione inevitabile in una società moderna dove i diritti delle persone sono rispettati, sarebbe nel caso dell’immunizzazione universale eticamente desiderabile.

Il metodo coercitivo sembra essere il mezzo più semplice ed economico per raggiungere obiettivi nella sanità pubblica, ma per i solo fatto di ignorare il valore indipendente della libertà e della decisione personale incorporato nei principi che proteggono i diritti umani, è un approccio da scartare. 

CGT

Non sarebbe giustificato ovviare al principio della libertà individuale allo scopo di migliorare la salute pubblica, salvo in alcuni casi di rischio per la società in generale, come nel caso delle epidemie, pandemie, disastri naturali e bioterrorismo. Ma.

Ma

Una strategia di vaccinazione adeguata in termini bioetici dovrebbe garantire che sia medico che la popolazione target ricevano informazioni complete sui benefici e i rischi della vaccinazione e che gli individui possano prendere la loro decisione liberamente.

Sebbene attualmente il numero di individui suscettibili a reazioni avverse ai vaccini siano pochi, è assolutamente necessario identificare i casi specifici e prevenire possibili effetti iatrogeni derivati da una mancanza di sistematizzazione nella pratica di vaccinazione, così come una separazione del coordinamento di pratica medica con il programma di sanità pubblica, in tal caso sarebbe necessario cercare soluzioni alternative al modello attuale.

Progettazione di una strategia di vaccinazione. 

Prima di tutto si dovrebbero attuare linee guida che consentano la massima interrelazione dell’asse medico-scientifico con i responsabili della pubblica e con l’industria farmaceutica.

La formulazione della strategia di vaccinazione universale dovrebbe essere concordata tra team multidisciplinari di ricercatori medici e esperti di immunizzazione, tenendo conto anche del parere dei rappresentanti dei vari gruppi sociali coinvolti e bioeticisti. 
La valutazione multidisciplinare e bioetica della politica vaccinale universale favorirebbe il dialogo pubblico per ottenere un consenso più ampio sulla pratica della vaccinazione.

L’approccio per prendere decisioni complesse è in essenza lo stesso della bioetica, anche se non con principi ma individui.
Siamo alle soglie di una nuova era della Biomedicina nel campo dell’avanzamento dell’immunizzazione verso la progettazione di vaccini personalizzati.

Lo sviluppo di Immunologia clinica, genetica molecolare e immunoterapia Cellulare sta portando con sé molti nuovi modi per favorire la vaccinazione per malattie infettive e non infettive, come il cancro o patologie autoimmuni. 

Questo significa che nei prossimi anni la nostra società dovrà affrontare la sfida di sviluppare nuove strategie politiche di immunizzazione cercando una joint venture tra pubblico e privato. 

Una riflessione bioetica nel campo dell’immunizzazione e’ necessaria e urgente.

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