Re Set

Posted on Gennaio 2, 2021Commenti disabilitati su Re Set

Il 2021 potrebbe essere un anno storico, in modo positivo.

Settantacinque anni dopo l’originale “Anno zero” che seguì la seconda guerra mondiale, abbiamo ancora una volta la possibilità di ricostruire.
Il dettato dopo il 1945 è stato letteralmente: costruire di nuovo dalle macerie della guerra.
Questa volta, l’attenzione è sul mondo.

Dobbiamo mirare a un grado più elevato di raffinatezza sociale e creare una solida base per il benessere di tutte le persone e del pianeta.

Dopo la seconda guerra mondiale, abbiamo sviluppato una nuova filosofia economica fondata sulla collaborazione e l’integrazione, con il benessere materiale come obiettivo primario. Questo progetto ha dato origine a organizzazioni internazionali come la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nonché le disposizioni che si sarebbero evolute nell’Organizzazione mondiale del commercio e nell’Unione europea.

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Il neoliberismo, un fermo impegno per il libero mercato e il governo limitato, ha regnato in Occidente, dove ha prodotto decenni di prosperità e progresso.

Ma questo modello si è rotto; sebbene il covid-19 gli abbia dato il colpo finale, era chiaro da almeno due decenni che il modello del dopoguerra non era più sostenibile, dal punto di vista ambientale o sociale. Lo storico inglese Thomas Fuller ha notoriamente affermato che “l’ora più buia della notte arriva appena prima dell’alba“.
Eppure, non possiamo semplicemente presumere che un anno migliore seguirà un annus horribilis che ha portato la più grande crisi di salute pubblica e la più ripida recessione in un secolo.

Dobbiamo agire, e tre pilastri su cui costruire

Innanzitutto, il 2021 potrebbe essere l’anno in cui potremo avere covid-19 sotto controllo.
Se le previsioni attuali saranno valide, saranno disponibili diversi vaccini.
Se ci permettono di respingere la pandemia, dovremmo fare i conti di ciò che abbiamo imparato da questa crisi. Sebbene i vaccini possano portare stabilità, non sono una panacea.

Come un accordo di pace che termina ma non inverte la devastazione della guerra, fermare la pandemia è solo un primo passo.
La sfida maggiore sarà quella di correggere i difetti strutturali nei nostri sistemi e istituzioni, molti dei quali non sono riusciti a fornire le cure ei servizi necessari a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Spetterà a tutti noi garantire che i nostri sistemi di assistenza sociale e sanitaria siano resi più resilienti per la prossima generazione.

La pandemia ci ha ricordato che non possiamo puntare esclusivamente a un PIL e profitti più alti, partendo dal presupposto che massimizzare questi indicatori produce automaticamente a vantaggio della società.
Non è così, non lo e’ per le esternalità che il modello PIL/profitto produce, per le posizioni di monopolio naturale, e per altre 100 cose che tutti dli economisti sanno, e molti tacciono.
Motivo per cui il prossimo anno deve portare a un ripensamento radicale nel modo in cui affrontiamo la crescita economica e la governance.

In secondo luogo, il 2021 sarà l’anno in cui tutti i principali governi, così come le ampie coalizioni del settore privato, si impegneranno a raggiungere un obiettivo “Impatto zero” per le emissioni di gas serra. Il mondo può beneficiare di un circolo virtuoso di de carbonizzazione.

L’Unione Europea ha già accettato di “sancire per legge la neutralità climatica del 2050”, la Cina si è impegnata a diventare “neutra dal punto di vista climatico entro il 2060” e il Giappone ha fatto un impegno simile per il 2050.
Con Joe Biden eletto presidente, il Gli Stati Uniti dovrebbero rientrare nell’accordo sul clima di Parigi e puntare a un’energia pulita al 100% ea emissioni nette zero entro il 2050.

Questi impegni rappresentano uno sviluppo storico. Cina, Giappone, Stati Uniti ed Europa insieme rappresentano ben oltre la metà di tutte le emissioni di gas serra e oltre la metà del PIL globale. Gli obiettivi delineati nell’accordo di Parigi sono ora ampiamente realizzabili a livello nazionale e regionale. Inoltre, una serie di impegni dell’industria e delle imprese ora integra gli sforzi del governo.
Mai prima d’ora il movimento globale per il clima è stato così grande e così concreto.

Infine, il 2021 sarà l’anno in cui le aziende passeranno da un orientamento al profitto a breve termine verso strategie incentrate maggiormente sulla redditività a lungo termine delle loro attività e sugli interessi e sui contributi di tutte le parti interessate (stakeholders).

A dire il vero, i leader aziendali hanno abbracciato il concetto di capitalismo degli stakeholders nel 2019, con l’impegno della Business Roundtable e poi nel Manifesto di Davos del 2020.
Ma non avevano i mezzi per tradurre questi impegni di principio in obiettivi misurabili e rendiconti non finanziari (social accounting).
Oggi non è più così.
Con lo sviluppo di chiari “Stakeholder Capitalism Metrics” nel 2020, tutte le aziende hanno gli strumenti necessari per trasformare gli impegni ambientali, sociali e di governance in azioni misurabili.

Fonte: Sustainable Development Report 2020 (Country profile, Italy)

Ancora una volta, questa è una svolta storica che avrà ramificazioni globali.

Le quattro grandi società di revisione contabilile: Deloitte, EY, KPMG e PwC, hanno tutte contribuito alle nuove metriche e ora possono incorporarle nei propri rapporti annuali sulle prestazioni dell’azienda.
E sono affiancate da una miriade di grandi istituzioni finanziarie, da Bank of America a BlackRock, che sono stati sempre più convinti sostenitori del capitalismo degli stakeholder.

Questi tre principali sviluppi, una rinnovata attenzione alla salute pubblica e alla resilienza, impegni per zero amissioni e l’arrivo delle metriche del capitalismo degli stakeholder, garantiscono che il 2021 sarà un nuovo “Anno Zero”.
Come all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, gli elementi costitutivi sono già in atto, fornendo una base su cui costruire una nuova era di miglioramento del benessere, compresa la crescita economica e l’azione per il clima.