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Definizione di disastro

I disastri sono definiti come gravi interruzioni nel normale funzionamento della società a causa di eventi avversi che causano danni alle vite e ai mezzi di sussistenza, alla comunicazione, all’economia, all’ambiente e alle risorse sociali e culturali. 

Sulla scorta di questa definizione, una pandemia in generale, ossia il rapido diffondersi di una malattia su scala globale, e la nuova malattia da coronavirus (SARS-CoV-2) COVID-19 nello specifico, si possono qualificare come “disastro” a tutti gli effetti. 

Sebbene COVID 19 non abbia causato danni a proprietà o infrastrutture, ha causato e sta causando molte vittime, inoltre ha creato grave disrupzione nel funzionamento della società, colpendo quasi tutti in tutto il mondo. 

Ha travolto le organizzazioni create per affrontare emergenze e disastri, ha portato alla chiusura dei confini e alla cancellazione di eventi artistici, sportivi e altri eventi sociali. 

Pertanto, COVID-19, sebbene sia un’emergenza sanitaria pubblica, si può qualificare come un vero e proprio “disastro antropico”.

Considerare COVID-19 come un “disastro”, tuttavia, richiede una sua interpretazione dal punto di vista degli studi sui disastri. Per la comprensione del COVID-19 come Pandemia-Disastro torna utile l’utilizzo di teorie e concetti sviluppati negli studi sociologici dei disastri e cosa ciò implica per la gestione di COVID-19 stesso. Questa comprensione sfumata, diversa da una prospettiva prettamente biomedica o epidemiologica, è essenziale per identificare strategie e approcci alternativi per ridurre il rischio e l’impatto delle pandemie presenti e future.

I social media, ed un loro oculato e mirato utilizzo nel Disaster Management, possono essere una delle carte vincenti nella gestione della comunicazione, nella preparazione al disastro, nella mitigazione degli effetti di disruption e nell’ aiuto diretto ed indiretto nella fase di recovery. 

La minaccia di nuove pandemie future infatti è diventata una preoccupazione pressante in tutto il mondo. 

La probabilità e l’impatto di future pandemie sono discussi tra scienziati che lavorano in vari campi: dall’immunologia alla virologia, all’epidemiologia e alla ricerca veterinaria, fino alla logistica ed allo studio dei movimenti migratori. Il rischio pandemico e la pianificazione verso la sua mitigazione sono sempre più presenti nel discorso politico e nella pianificazione strategica a vari livelli. La maggior parte delle nazioni ha redatto piani per mitigare il rischio di pandemia e fa parte di reti globali per la sorveglianza e risposta alle malattie infettive.

A questo livello di preparazione non corrisponde una diffusa consapevolezza pubblica dei problemi (van Dijk 2006). 

Le scarse informazioni rese di pubblico dominio tendono ad essere rilasciate solo in periodi di crisi, ad esempio durante l’epidemia di Ebola in Africa occidentale del 2014-15, e anche in questo caso solo dopo un considerevole intervallo di tempo. Inoltre, spesso prevede che la minaccia provenga dall’esterno, cioè dall’esterno del Nord del mondo. 

Il modo in cui la minaccia attualmente concettualizzata promuove un dibattito sulle migliori misure da attuare e pochissima riflessione su alcune delle probabili cause della cogente pandemia, dovrebbe lasciare perplessi.

E’ quasi unanimemente riconosciuta la necessità di abbracciare un approccio basato su una sola salute globale, One health, approccio in cui la salute delle persone è intrinsecamente legata a quella degli animali e all’ecosistema, e in cui i professionisti della salute animale e umana lavorano molto più strettamente insieme e collaborano con scienziati ambientali. 

Ciò è fondamentale considerando, a titolo di esempio, gli effetti dei cambiamenti climatici come una temperatura più calda che estende gli habitat delle zanzare vettori di una serie di malattie, ed è la chiave per la nostra capacità di mitigare meglio il rischio di zoonosi, vale a dire malattie che superano le barriere di specie.

Il registro nazionale dei rischi del Regno Unito (NRR) considera la diffusione di malattie infettive emergenti, e in particolare l’influenza pandemica, come un rischio di primo livello, la categoria di rischio più alta prevista dal registro. Ciò rispecchia l’allarme internazionale e gli sforzi a livello europeo e globale per accelerare una risposta rapida e coordinata a qualsiasi futura infezione globale. 

In seguito alle riforme guidate dall’OMS al Regolamento Sanitario Internazionale nel 2005 e alla creazione di nuovi strumenti dedicati per la sorveglianza internazionale e la segnalazione di malattie infettive, come il lancio del Global Outbreak Alert and Response Network (GOARN) dell’OMS nel 2000, e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) dell’UE nel 2005, più di 100 paesi hanno redatto piani formali per rispondere a un possibile evento pandemico. 

Le linee guida sono prodotte e ampiamente diffuse da attori istituzionali a vari livelli di Governance, da nazionale a internazionale, compresi gli attori non governativi che rispondono regolarmente a tali crisi. 

Un insieme eterogeneo di professionisti e first responders, dai servizi di prima linea del Servizio Sanitario Nazionale, ai militari, e responsabili politici stanno redigendo questi piani e linee guida. Eppure nessun contributo sull’opportunità di tali misure viene richiesto ai cittadini, che subiscono misure calate dall’alto e non sempre condivise. 

In queste condizioni di radicale incertezza, al contrario, è ancora più importante essere proceduralmente equi, includere tutti i soggetti interessati nel processo decisionale e nelle attività di preparazione. Tuttavia, questo non accade, con il cittadino escluso da pressoché qualsiasi input di pianificazione e esercizio di preparazione e con la mancanza di qualsiasi dibattito pubblico sul rischio di pandemia (Zamagni 2020).

Coinvolgere il pubblico in un dibattito aperto sulla minaccia e la preparazione pandemiche si tradurrebbe in un processo proceduralmente più equo ed accettato. 

Discutere pubblicamente i legami tra salute umana, salute animale e ambiente nel contesto del rischio di pandemia potrebbe incoraggiare i responsabili politici a riflettere sulle questioni in modo più integrato e interconnesso, come già cercano di fare i professionisti.

Il Social Media Emergency Management può essere una chiave complementare nell’organizzazione e nella gestione delle risorse per affrontare tutti gli aspetti umanitari delle emergenze. 

Il bivio di fronte al quale si trova ogni paese, nazione, comunità è quello riguardante la scelta della strategia di uscita dalla crisi. O il ritorno alla situazione precedente alla crisi, o l’opzione della resilienza trasformativa, il cui obiettivo è quello di accrescere le capacità di resistenza del sistema nei confronti di future crisi di sistema. Se la prima opzione si rivolge alla passato, la seconda prevede tutti quegli interventi volti a eliminare o, quantomeno, a ridurre le vulnerabilità.

Fonti

  • European Centre for Disease Prevention and Control – https://www.ecdc.europa.eu  
  • European Union  – https://europa.eu/
  • FEMA Federal Agency USA – https://www.fema.gov/
  • Gov.Uk – https://www.gov.uk/
  • IntechOpen – https://www.intechopen.com]
  • International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies – Https://media.ifrc.org/ifrc/ 
  • International Telecommunication Union – https://www.itu.int
  • Istituto superiore di Sanità – https://www.iss.it/
  • LexisNexis Risk Solutions  – https://risk.lexisnexis.com/
  • Iscram – https://iscram.org [accesso 22
  • JSTOR book repository – https://www.jstor.org 
  • Kemp Loadmaster software – https://kempsdn.com/
  • McKinsey Company – https://www.mckinsey.com
  • Mayo Clinic – https://www.mayoclinic.org
  • Organisation for Economic Co-operation and Development – https://www.oecd.org/
  • Project Management Institute – https://www.pmi.org
  • Researchgate – https://www.researchgate.net/ [accesso 12 aprile 2021]
  • Sage Publication – https://us.sagepub.com/en-us/nam/home
  • Sahana, Open Source Disaster Management Software – https://sahanafoundation.org/
  • Science Direct – https://www.sciencedirect.com/
  • Springer Publishing – https://www.springer.com
  • Ushahidi Crisis Response – https://www.ushahidi.com/
  • World Health Organization – https://www.who.int
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