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Umano, troppo umano, con diritti Umani

light man people water
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È fuori dubbio che in un futuro prossimo arriveremo ad avere la capacità di costruire un  Androide completamente simile in tutto e per tutto ad un essere umano, sfumature caratteriali comprese. 

Alla Google I/0 del 2018 ha fatto scalpore la capacità’ della AI di avere tentennamenti tipici degli esseri umani al telefono, sappiamo che sono strategie di machine learning per far “prendere tempo” al computer mentre sta calcolando la risposta, un trucco insomma. Del resto Ray Kurzweil ha previsto l’arrivo della singolarità tecnologica anni fa e i dati che sono in nostro possesso convergono tutti verso questa ipotesi.

La domanda Semmai è un’altra, non se avremo o no un Androide ma se ci servira’  un Androide e se la singolarità tecnologica avrà interesse a costruire un Androide uguale ad un essere umano.

Le 2 domande sono strettamente concatenate,  un Androide completamente identico a noi dovrebbe esserlo anche nei comportamenti,  negli orari di lavoro,  nel recuperare e riposare,  come i compagni umani.

Un Androide completamente umano avrebbe diritto ha dei diritti,  perché sarebbe di fatto una nuova forma di intelligenza dotata di emotività.

È proprio nel settore della cura sarebbe inammissibile pensare che un Androide che ha bisogno della sostituzione, magari di un braccio, venga barbaramente portato in manutenzione per poi ritornare ad occuparsi con gentilezza della cura dei malati.

Malattia o riposo si, manutenzione no se l’assunto è’ che siano uguali a noi.

Le amministrazioni degli ospedali o delle case di cura saranno quindi verosimilmente chiamati a nuove responsabilità ad oggi inimmaginabili.

Siccome l’oggetto della cura nella sanità è e sarà sempre l’essere umano è facile intuire che il paziente o malato o utente,  chiamatelo come volete, sara’ lo stakeholder di primaria importanza.

Fossi io uno di questi malati protesterei con l’amministrazione per la barbarie attuata nei confronti degli androidi.

In definitiva un Androide dotato di intelligenza completamente identica a quella di un essere umano, se mai sarà’ stato costruito, dovrà avere gli stessi diritti e gli stessi doveri dell’essere umano stesso.

Sono semplici provocazioni per ora trattando di argomenti che solo 20 anni fa avrebbero fatto ridere de più informate Platee.

Non è tuttavia da tralasciare e anzi da approfondire il concetto di diritto: sia per quanto riguarda l’utente del sistema robotico di intelligenza artificiale che l’intelligenza artificiale e il robot stesso.

Distruggerete il robot con cui vostro figlio malato ha instaurato un rapporto privilegiato? Sarebbe possibile per semplice regole di mercato sostituire robot a scadenze fisse perché quello vecchio è diventato obsoleto,  anche se piace a nonno o a nonna?

L’assunto teorico è che stiamo parlando di robot completamente identici sia dal punto di vista funzionale che dal punto di vista emotivo agli esseri umani.

Distruggere un robot di questo genere perché non dovrebbe essere considerato omicidio?  Strappargli un braccio perché non dovrebbe essere considerata violenza se l’essere umano dotato di protesi bioniche invece venisse, come deve essere, tutelato?

Ma allora la domanda da porsi è semmai un’altra; se questi robot umanoidi dotati di intelligenza artificiale sono capaci di sostituire in tutto per tutto l’uomo perché sono identici all’uomo, perché’ costruirli?

Neanche la prossima ventura singolarità tecnologica avrà’ interesse a costruire questo tipo di robot,  ad utilizzare questo tipo di intelligenza artificiale per sostituire completamente l’essere umano, sarebbe un non senso logico anche per la AI.

La sostituzione umanoide non funziona né dal punto di vista della intelligenza artificiale nei dal punto di vista dell’essere umano.  

Allora per chi farla? Perché farla?

Sono domande non semplici cui non so dare una risposta che non sia la totale impossibilità e superfluità della costruzione di un robot completamente umano.  Semplicemente non ci serve e non ci servirà.

Sostituzione umanoide?

Molti sostengono che gli esseri umani abbiano distrutto il nostro pianeta. Per questo motivo queste persone si sforzano di salvarlo grazie all’intelligenza artificiale. La fame, l’estinzione degli animali e la guerra potranno essere tutti prevenibili un giorno con l’aiuto della tecnologia.

Aiuto e non sostituzione, collaborazione e non un piano kalergi 4.0 è quello che mi immagino.  in tutti i settori l’intelligenza artificiale sta già dando grandi frutti,  ma sempre affiancata a professionalità nuove con una Vision diversa è una propensione al cambiamento tecnico culturale nuova e costante.

Non spariranno i posti di lavoro a mio modo di vedere spariranno i vecchi professionisti per lasciare spazio a nuovi professionisti che abbiano, anche nel contesto delle professioni sanitarie, una preparazione completamente diversa rispetto a quella che viene fornita dai nostri obsoleti percorsi di formazione. 

Kalergi 2.0 può aspettare