This is Water

No, non è Steve Jobs, è più banalmente grande.

Il 21 maggio 2005 David Foster Wallace, lo scrittore statunitense morto suicida nel 2008, tenne un discorso ai neolaureati del Kenyon College, poi diventato molto famoso con il titolo di This Is Water (Questa è l’acqua). La formula è quella dei commecement speech, cioè discorsi tenuti da personalità di spicco ai neolaureati delle più famose università americane: riflessioni sulla vita adulta, sul destino, sul futuro, sull’istruzione

“Buongiorno, ragazzi. Come va l’acqua?” E i due giovani pesci nuotano per un po’, e poi alla fine uno di loro guarda l’altro e dice “Che diavolo è l’acqua?”

Non sono il vecchio pesce saggio. Il punto della storia del pesce è semplicemente che le realtà più ovvie e importanti sono spesso quelle più difficili da vedere e di cui parlare. Detto come una frase inglese, ovviamente, questa è solo una banalità, ma il fatto è che nelle trincee quotidiane dell’esistenza adulta, le banalità possono avere un’importanza di vita o di morte, o almeno così vorrei suggerire.

Ovviamente il requisito principale di discorsi come questo è che dovrei parlare del significato della educazione alle arti liberali, per cercare di spiegare perché la laurea ha un reale valore umano invece di un semplice guadagno materiale. Quindi parliamo del singolo cliché più pervasivo nel genere del discorso di inizio, ovvero che un’educazione non consiste tanto nel riempirti di conoscenze quanto nell'”insegnarti a pensare”.

Se sei come me da studente, non ti è mai piaciuto sentirlo, e tendi a sentirti un po’ insultato dall’affermazione che avevi bisogno di qualcuno che ti insegnasse a pensare, dal momento che sei stato ammesso in un il college sembra la prova che sai già come pensare. Ma ho intenzione di postularvi che il cliché delle arti liberali non si rivela affatto offensivo, perché l’educazione davvero significativa nel pensare che dovremmo trovarci in un posto come questo non riguarda proprio la capacità di pensare, ma piuttosto sulla scelta di cosa pensare. Se la tua totale libertà di scelta su cosa pensare ti sembra troppo ovvia per perdere tempo a discutere, ti chiederei di pensare al pesce e all’acqua e di mettere tra parentesi per pochi minuti il ​​tuo scetticismo sul valore dell’ovvio.

https://www.youtube.com/watch?v=MXrzIhuieHU

Il punto qui è che penso che questa sia una parte di ciò che si suppone significhi insegnarmi a pensare. Per essere solo un po’ meno arrogante. Per avere solo un po’ di consapevolezza critica su me stesso e sulle mie certezze. Perché un’enorme percentuale delle cose di cui tendo ad essere automaticamente certo è, a quanto pare, totalmente sbagliata.

L’ho imparato a mie spese, come prevedo farete anche voi laureati.