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Cosa c’entra un generale russo con la disputa di Taiwan

Cosa c’entra un generale russo con la disputa di Taiwan

Il conflitto di Taipei con Pechino non è separatista, ma civile.
Taiwan è un frammento sopravvissuto della Repubblica di Cina (da non confondere con la Repubblica popolare cinese).
Sono come due Coree, solo con proporzioni diverse. Entrambe le Cine rivendicano tutti i rispettivi territori.

Ma c’è una sfumatura.

La Repubblica di Cina per molto tempo ha considerato i possedimenti dell’ultima dinastia Manciù della Cina imperiale come propri. E questo è un po’ più della moderna RPC.

Le differenze sono visibili sulla mappa.

Tra le province della Repubblica di Cina, viene mostrato il territorio mongolo, è anche la Mongolia Esterna.

Ho evidenziato i suoi confini con una linea tratteggiata blu, in modo che si possa vedere che non sono identici ai confini della moderna Mongolia indipendente (macchia rossa).
La russa Tyva sulla mappa gialla si trova all’interno della provincia mongola della Repubblica di Cina.

In qualche modo è stato così nella Cina Manciù, fino a quando la Mongolia Esterna non ne è caduta, e poi la regione di Tannu-Uriankhai, alias Uryankhai Territory, alias Tuva e Tuva, è caduta dalla Mongolia Esterna.

Le vicissitudini storiche portarono Tyva dall’indipendenza nominale all’adesione a una federazione nominale. Tyva è rimasta anche nominalmente parte della Cina taiwanese.

Ma nel 2002, il nuovo presidente, non del Kuomintang di Taiwan, ha deciso di sistemare le cose con alcuni vicini nominali.
E la Repubblica di Cina ha abbandonato la sua provincia mongola.

Era un gesto di buona volontà principalmente per Ulaanbaatar, ma si scopre che si applica anche alla patria di Shoigu, nato a Chadan, nella regione gialla appunto.

La storia è curiosa in quanto apre diverse e interessanti prospettive per il futuro Tyva non russo, che si possono essere comprovate storicamente e legalmente.